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La storia dei jeans: 144 anni fa il brevetto per i celebri pantaloni

La storia dei jeans: 144 anni fa il brevetto per i celebri pantaloni

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Löb Strauß (reso in americano Levis Strauss) era convinto che in California, a quel tempo in piena corsa all’oro, l'industria d'abbigliamento di famiglia sarebbe riuscita a fare grandi affari. 

Per questo si era fatto dare dai fratelli Jonas e Luis un bel carico di pantaloni, maglie e tessuti, che gli servivano per avviare l'attività. In realtà, da buon venditore ambulante quale era, riuscì a smaltire già quasi tutta la merce tra i passeggeri della nave su cui aveva viaggiato. Così, quando sbarcò a San Francisco, nel baule gli era solo rimasto qualche ruvido tessuto per i tendoni dei carri. Ebbe un'idea geniale che fece la sua fortuna: uso quei tessuti per ricavarne pantaloni resistenti, che fecero la gioia dei minatori della zona, stufi di indossare abiti che si logoravano in breve tempo. Lui si faceva chiamare dagli americani Levi Strauss e fu così che nacquero i primi Levi’s della storia.

Strauss fece rifornimento di tessuti e a San Francisco mise su una filiale dell’azienda familiare, la Levi Strauss & Co. I suoi pantaloni nel frattempo erano diventati molto famosi tra i minatori, ma erano ancora molto diversi dai jeans che conosciamo oggi. La trasformazione avvenne per gradi. Il primo passo fu quello di scegliere un tessuto più comodo, diverso da quello dei tendoni inizialmente usato, troppo ruvido sulla pelle. La scelta cadde su un tessuto proveniente dalla città di Nimes, in Francia, abbreviato in America come denim, dal caratteristico aspetto blu della tinta usata per colorarlo.

L’idea di Strauss in realtà non era nuova: i marinai di Genova avevano già pensato a fare dei pantaloni con un telo bluastro (forse proprio il denim o forse del fustagno italiano) usato per le vele delle navi. Una forma di riconoscimento dell'ingegno dei marinai genovesi rimase nel nome dei pantaloni da lavoro di Strauss: "blues Jeans", dove blues si riferisce ovviamente al colore, e Jeans sta per Genes, termine che allora indicava appunto i genovesi.

                                    jeans, rivetti di rame,Jacob Davis

In un secondo tempo i jeans incontrarono Jacob Davis,un sarto cliente di Strauss. Nella sua sartoria di Reno, nel Nevada, Davis trovò un modo per fissare una volta per tutte le tasche ai pantaloni senza che, cariche di attrezzi, pepite e cianfrusaglie varie, cedessero lasciando cadere tutto in terra. Davis era riuscito a rinforzare i pantaloni dei lavoratori applicando nei punti più delicati dei rivetti di rame. Ma pur desideroso di sfruttare commercialmente la sua invenzione, e di rivendicarne la paternità, non aveva abbastanza soldi da far domanda di brevetto, per cui pensò di chiedere aiuto a Strauss e nel 1873, arrivò, a nome di entrambi, il brevetto... e nel 1886 arrivò anche il marchio di fabbrica, l’etichetta in pelle, sintesi della qualità del prodotto di casa Levis: due cavalli che tirano un paio di pantaloni senza riuscire a romperli.

                                                  marchio dei Levi's, due cavalli che tirano un paio di jeans senza riuscire a romperli

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